Con la marijuana non si vendono farmaci, niente business, meglio tenerla illegale e a noi il proibizionismo costa 10 miliardi l’anno

La marijuana è troppo decisiva nelle cure, questo spaventa le multinazionali del farmaco, niente chimica, niente chimici, niente soldi: basta un seme e dell'acqua. Ecco come dovrebbe curarsi chi è affetto da glaucoma oppure chi fa una chemioterapia.

« Sulla base delle mie ricerche, ho scoperto che la cannabis è una sostanza notevolmente sicura. Sebbene non innocua, è sicuramente meno tossica della maggior parte delle medicine convenzionali, che potrebbe sostituire se fosse disponibile legalmente. »
(Lester Grinspoon, Viaggio nella Canapa, pag.25 Ed.2006) scarica il libro in versione pdf


Il proibizionismo ci costa 10 miliardi l’anno


Recenti contributi teorici sostengono la superiorità degli strumenti fiscali nel contenere il consumo di droghe rispetto all’applicazione di una normativa proibizionista. In Italia il consumo di tabacchi ed alcolici è appunto scoraggiato tramite l’imposizione di una elevata tassazione. Questo lavoro di Marco Rossi dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” stima quale sarebbe stata l’implicazione fiscale per l’erario nazionale se nel periodo 2000-05 il mercato delle droghe fosse stato regolato come quello dei tabacchi. Le stime dello studio suggeriscono un beneficio fiscale annuale di quasi 10 miliardi euro (quasi 60 in totale). In particolare, l’erario risparmierebbe circa 2 miliardi all’anno di spese per l’applicazione della normativa proibizionista (polizia, magistratura, carceri), ed incasserebbe circa 8 miliardi all’anno dalle imposte sulle vendite (5,5 dalla sola cannabis).


Usi terapeutici della Cannabis
di Marcello Pamio (da parliamodisalute-gianugoberti.blogspot.com)


Pin It button on image hover