Gran Bretagna, i moralisti contro la «feccia»

Rivolte urbane, disprezzo di classe
L’ostinazione del primo ministro britannico David Cameron nel negare il ruolo svolto dalla povertà nelle rivolte di agosto è «francamente bizzarra», affermava il 20 dello stesso mese «The Economist», settimanale che pure è su posizioni liberiste. L’esplosione dei quartieri meno privilegiati ha persino offerto l’occasione di riattivare la stigmatizzazione senza complessi delle classi popolari definite le uniche responsabili della loro situazione.



Qualche mese prima delle elezioni generali del maggio 2010, il deputato laburista Stephen Pound riteneva che l’elettorato britannico fosse meno preoccupato da un possibile ritorno al potere dei conservatori che di un’altra eventualità: il timore, «quasi fisico», di vedere «un sottoproletariato bardato di ninnoli pacchiani bussare alla porta e divorare le sue giovani ragazze alla pari ...continua OWEN JONES
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